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Essendo il lavoro la cosa più bella del mondo, bisogna lasciarne sempre un po' per domani.

Anonimo
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Admin (del 30/07/2009 @ 10:26:46, in riflessioni, linkato 107 volte)
Brutte addio! Una nuova ricerca è arrivata, infatti, a dire che il mondo si sta popolando di donne belle, e che le donne brutte sono in via di estinzione. Secondo questi luminari della scienza le donne più attraenti e ben fatte hanno più possibilità di trovare qualcuno che le fecondi. Ed è per questo motivo che trasmettono geneticamente ai figli i caratteri somatici migliori. Per fare questo sembra abbiano dovuto fare molte indagini su un vasto campione di popolazione. Ma ragazzi… hanno forse scoperto l’uovo di colombo? Dovremmo ricordare loro che esiste, è sempre esistita, e sempre esisterà una cosa chiamata evoluzione della specie, e che qualcuno è arrivato a queste conclusioni molto tempo prima di loro. Di chi parlo? Ma di Charles Darwin ovviamente… non ditemi che lo avevate dimenticato anche voi? Comunque Darwin già nel 1859 (quindi ben 150 anni fa) nel suo libro intitolato l’origine delle specie, ha spiegato il meccanismo con cui avviene l’evoluzione delle specie. Meccanismo che porta gradualmente ad un aumento della frequenza degli individui con caratteristiche ottimali per l’ambiente in cui vivono. L’argomento è lungo ed interessante da approfondire, vi invito pertanto a fere una bella ricerca in internet ed usare questo potente strumento che abbiamo a disposizione (internet) per fare qualche cosa di utile a noi stessi. Inoltre se, da qualche parte nel mondo, c’è qualcuno disposto a spendere i propri soldi per queste ricerche mi proporrei, come cavia, per una nuova ed interessante ricerca… come spendere 107 milioni di euro in un anno… Datemeli e vi farò vedere come. Carlo Oriani
 
Di Admin (del 30/07/2009 @ 10:18:45, in Riflessioni, linkato 83 volte)
Melegnano: Dopo la decisione del Sindaco Bellomo di revocare le deleghe all’Ass. Luigi Tessarin, sembra che si stia per arrivare alla resa dei conti. Infatti, eliminando la figura di Tessarin, quale unico rappresentante della Lista Civica (lista che è stata determinante per l’elezione a Sindaco dell’Avv. Bellomo) è decaduta la fiducia da parte della Lista Civica a questa giunta, e pertanto sarebbe opportuno andare a delle nuove elezioni. Questo è quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dall’Ass. Tessarin e pubblicate quest’oggi su Il Giorno - sezione Lodi.
Buona lettura a tutti.

Carlo Oriani
 

Qui di seguito potete trovare in versione integrale il documento emesso dal Ministero della Salute, che chiarisce in modo esaustivo i dubbi e le domande sull’influenza suina.

INFLUENZA SUINA: DOMANDE E RISPOSTE

Cos’è l’Influenza suina?

L’influenza suina è una malattia respiratoria acuta dei maiali causata virus influenzali del tipo A, che causano abitualmente epidemie di influenza tra i suini. I virus dell’influenza suina causano alti livelli di malattia e bassa mortalità nei maiali. I virus dell’influenza suina possono circolare tra i maiali in tutti i mesi dell’anno, ma la maggior parte delle epidemie si manifestano nel tardo autunno ed in inverno, così come accade per le epidemie nella popolazione umana. Il virus dell’influenza suina classica (virus influenzale A/H1N1) è stato isolato per la prima volta negli anni 30 del secolo scorso.

Quanti sono i virus dell’influenza suina?

Come tutti i virus influenzali anche quelli dell’influenza suina mutano continuamente:i maiali possono essere infettati dai virus del’influenza aviaria così come da quelli dell’influenza suina. Quando virus influenzali di differenti specie animali infettano i suini, i virus possono andare incontro a fenomeni di “riassortimento” e nuovi virus che sono un mix di virus umani/aviari/suini possono emergere. Nel corso degli anni, sono emersi diverse varianti di virus influenzali suini ; al momento, nei maiali sono stati identificati 4 sottotipi principali di virus influenzali di tipo A : H1N1, H1N2, H3N2, and H3N1. Comunque, la maggior parte dei virus isolati recentemente nei maiali sono stati H1N1

L’influenza suina può infettare l’uomo?

I virus dell’influenza suina non infettano normalmente l’uomo. Comunque, possono verificarsi infezioni umane sporadiche con virus influenzali suini. Comunemente questi casi di infezione umana da virus influenzali suini si manifestano in persone con esposizione diretta ai maiali (per esempio lavoratori addetti ad allevamenti e industrie suinicole, frequentatori di fiere zootecniche).

Quali sono i sintomi dell’influenza suina nell’uomo?

I sintomi dell’influenza suina sono simili a quelli della “classica” influenza stagionale e comprendono: febbre, sonnolenza, perdita d’appetito, tosse: alcune persone con influenza suina hanno manifestato anche raffreddore, mal di gola, nausea, vomito e diarrea. Come l’influenza stagionale, anche l’influenza suina può causare un peggioramento di patologie croniche pre-esistenti e in passato sono stati segnalati casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati ad infezione da virus dell’influenza suina.

Quanto è grave l’influenza suina nell’uomo?

Come l’influenza stagionale, l’infezione da virus influenzale suino nell’uomo può presentarsi in forma lieve o grave.

Le persone possono prendere l’influenza suina mangiando carne di maiale?

No, i virus dell’influenza suina non sono trasmessi dal cibo; non si può contrarre l’influenza suina mangiando maiali o prodotti a base di carne di maiale. Mangiare carne maneggiata in maniera appropriata, carne cotta e prodotti a base di carne suina. Cuocere la carne a temperatura interna di 70-80 ° gradi uccide il virus dell’influenza suina, così come gli altri batteri e virus.

Come si trasmette l’influenza suina?

I virus influenzali possono essere trasmessi direttamente dai maiali all’uomo e dall’uomo ai maiali. Le infezioni umane con virus influenzali di origine suina si manifestano con maggiori probabilità in persone che hanno contatti ravvicinati con i suini , come negli allevamenti o nelle fiere zootecniche. E’ possibile anche la trasmissione da persona a persona. Si ritiene che ciò accada con le stesse modalità di trasmissione dell’influenza stagionale, cioè attraverso la diffusione di goccioline di secrezioni naso-faringee con la tosse e lo sternuto. Le persone possono anche infettarsi toccando superfici contaminate con secrezioni infette e e poi portando alla bocca e al naso le mani. Per questo il lavaggio delle mani è una misura molto importante per ridurre il rischio di infezione.

Il virus di quest’epidemia in Messico e USA è contagioso?

Ci sono evidenze, stabilite dai CDC degli Stati Uniti d’America, che il virus responsabile dei casi negli Stati Uniti si sta diffondendo da persona a persona: comunque in questo momento non è possibile sapere quanto facile sia questa trasmissione.

Come si può diagnosticare l’infezione da virus influenzali suini nell’uomo ?

Per la diagnosi di influenza suina A è necessario raccogliere un campione di secrezioni respiratorie (tampone nasale o faringeo) entro i primi 4 – 5 giorni dall’inizio dei sintomi (quando è maggiormente probabile che la persona elimini i virus). Comunque, alcune persone e in particolar modo i bambini possono eliminare il virus influenzale per 10 giorni e più. L’identificazione del virus dell’influenza suina richiede l’invio del campione ad un Laboratorio di riferimento della rete Influnet, con il coordinamento dell’Istituto superiore di sanità..

Quali farmaci possono essere usati per trattare le infezioni da virus influenzali suini nell’uomo?

Sono disponibili diversi tipi di farmaci antivirali per il trattamento dell’influenza: amantadina, rimantadina, oseltamivir e zanamivir . Mentre la maggior parte dei virus dell’influenza suina si sono rivelati suscettibili a tutti e quattro i farmaci, i virus influenzali suini isolati recentemente dagli uomini sono resistenti alla amantadina e alla rimantadina; pertanto solo oseltamivir e zanamivir sono raccomandati per il trattamento / prevenzione dell’Influenza umana da virus influenzale suino.

Quante epidemie di influenza suina si conoscono?

Probabilmente l’epidemia più conosciuta è quella che ha colpito i soldati di Fort Dix , New Jersey (USA), nel 1976 , con circa 200 casi tra i soldati presenti nel campo. Il virus causò malattie con segni radiologicamente evidenti di polmonite in almeno 4 soldati e 1 decesso: tutti i colpiti erano precedentemente in buona salute . Il virus si era trasmesso attraverso contatti stretti nel corso di sedute di addestramento, con trasmissione limitata al di fuori di questo contesto. Si ritiene che il virus abbia circolato per un mese , per scomparire spontaneamente. La fonte del virus , il momento esatto della sua introduzione a Fort Dix e i fattori che possono avere influenzato la sua diffusione e durata sono sconosciuti. L’epidemia potrebbe essere stata causata da un virus animale introdotto in contesto di particolare affollamento nel periodo invernale .Il virus influenzale suino isolato dai soldati di Fort Dix fu denominato A/New Jersey/76 (Hsw1N1). L’episodio fu alla base di una estesa campagna di vaccinazione antinfluenzale nel 1977.

Fonte: CDC e Ministero Lavoro, Salute e Politiche Sociali - Direzione generale Prevenzione sanitaria

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Di Admin (del 24/04/2009 @ 16:36:08, in Riflessioni, linkato 94 volte)

Melegnano: Sono già passati diversi anni da quando la Notte di Natale del 2004, una giovane vita è stata falciata sulle nostre strade cittadine a causa di Alcool e velocità. Ed è di pochi giorni la notizia che la Corte di Appello di Milano ha confermato la condanna di primo grado per l’automobilista che ha cagionato la morte della povera ragazza. Condanna che, anche se passerà in giudicato, non porterà l’automobilista dietro le sbarre in virtù del tanto discusso indulto. [/]Non sono qui per commentare o/o giudicare questo. Non sta a me esprimere giudizi. Altresì sto considerando il fatto che l’incidente del 2004 che ha scosso la nostra comunità avrebbe dovuto far riflettere attentamente gli esponenti della ns. Amministrazione sui pericoli che si affrontano circolando sulle nostre vie cittadine. Avrebbero dovuto preoccuparsi di come limitare od eliminare completamente questi rischi. Purtroppo però da allora poco o nulla è cambiato. Nonostante siano stati realizzati diversi dossi (inefficaci contro i SUV) in più parti della città, nelle nostre vie a volte sembra di trovarsi all’interno di un circuito di F1. Gli automobilisti ed i centauri, stressati dalla congestione delle vie durante le ore diurne, la sera si trasformano in novelli shumacher, mettendo a repentaglio sia la propria vita che quella degli ignari passanti. Tutto questo amplificato dal fatto che la nostra cittadina, per motivazioni che andrebbero approfondite, non è dotata di adeguati marciapiedi. Quei pochi esistenti o sono piccoli (tanto da non poter essere transitati con passeggini o con carrozzine per disabili) o sono spesso occupati da autovetture che li utilizzano come parcheggio, o sono talmente pieni di buche da renderli inutilizzabili. Come cittadino e contribuente sono quindi a chiedere all’Amministrazione quali soluzioni intenda adottare per limitare od eliminare questi pericoli.

Carlo Oriani

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Di Admin (del 19/04/2009 @ 16:32:39, in Riflessioni, linkato 98 volte)

Facebook, il più popolare dei social network del momento continua a mietere vittime. Chi è colpito dal virus della dipendenza non riesce più a fare a meno di accedere a Facebook per condividere amicizie virtuali, scambiare foto o chiacchierare anche in ufficio. C’è chi si dimentica di studiare, chi di lavorare, chi trascura la famiglia, il tutto per restare qualche minuto in più sulla piazza virtuale del social network del momento. Una vera e propria dipendenza che gli esperti inglesi hanno battezzato “friendship addiction”. In pratica una specie di “dipendenza da amici” che vengono condivisi su facebook. Lo psicologo britannico David Smallwood è uno dei primi che si è accorto di come si possa diventare Facebook dipendenti in pochissimo tempo. Si inizia con l’iscriversi al sito ed a ricercare vecchi amici o ex compagni di classe (infatti il sito è nato richiamandosi agli album fotografici delle università americane che vengono pubblicati ad inizio anno accademico). Poi però, visto che in rete si viene considerati da quanti amici si hanno, inizia la ricerca compulsiva di altri amici, innesecando una sorta di assuefazione. Ci si connette per evadere dalla solitudine e pian piano i soggetti influenzabili avvertono la perdita di interesse per le attività che non siano legate al mondo virtuale e quando non si è “connessi” ecco presentarsi i sintomi della sindrome da astinenza: “ansia, depressione, sudorazione, paura di non conoscere ciò che sta succedendo in quel momento sul networki”. Ecco allora la soluzione: ritornare nuovamente davanti al computer e connettersi col social network preferito. Così facendo però, i tempi di “connessione” diventano sempre più lunghi, i costi più alti e la possibilità di guarire dall’assuefazione mediale sempre più difficile. Se questi sono gli auspici perchè non farne allegramente a meno?

Carlo Oriani

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