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Archivio Foto > Festa del Perdono
La storia del Perdono
Nel 1532 il capitano di ventura Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, riceveva dal duca di Milano, Francesco II° Sforza, dopo laboriose trattative, il castello di Melegnano, diventando primo marchese della nostra borgata. Dopo ventitrè anni di marchesato, Gian Giacomo moriva a Milano il giorno 8 novembre del 1555. E, non avendo figli, l'eredità del feudo melegnanese passò al fratello Gian Angelo, che era cardinale e Pro Legato apostolico di Bologna. Il cardinale, come nuovo marchese, dimorava poco in castello di Melegnano, ed aveva lasciato ogni incarico amministrativo a terze persone, non della sua famiglia; e questo nostro marchese cardinale divenne papa con il nome di Pio IV° nel 1559, dopo quattro anni di marchesato melegnanese. Andò a Roma in Vaticano, ma si ricordò di Melegnano, perchè il 20 gennaio 1563 diede a noi la famosa Bolla del Perdono. Fin qui è la storia accertata su inequivocabili documenti severamente passati al vaglio della critica definitiva. Invece, per quanto riguarda la modalità e le circostanze della concessione, ecco che verità storica e fantasia sono tra loro mescolate e difficili da separare. Vi è una tradizione secolare, radicata profondamente nel tessuto del popolo melegnanese che dice così: il nostro cardinale marchese, un giorno in cui era stanco e forse ammalato, dovendo recarsi da Milano a Bologna, passò da Melegnano e decise di fermarsi nel suo castello per trascorrere la notte. Ma in castello viveva, solitaria e misantropa, la sua cognata, moglie di quel primo marchese morto, e che conduceva una vita vedovile scontrosa ed ostile, non volendo cedere i diritti del suo morto marito Gian Giacomo al nuovo marchese cardinale. Quando il cardinale giunse in castello sul far della sera, la cognata vedova ordinò ai servi di alzare il ponte levatoio e di non ricevere il cardinale marchese, e neppure il suo seguito: l'oltraggio tra parenti era così clamoroso; ed il buon e mite cardinale trovò ospitalità in casa parrocchiale, presso il parroco Giovanni Battista De Pavesiis, mentre il popolo si univa in stretta solidarietà attorno al prelato. E quando il nostro cardinale divenne papa, l'atto di ospitalità fruttò una bolla dell'Indulgenza detta del Perdono, come atto solenne pubblico di stima e di ringraziamento del papa, ex melegnanese, ai suoi amici cari e ospitali.








